AGDU - Campi_Scuola
CAMPO SCUOLA 2007: CASTIGLIONE DEL LAGO
Relazione del dr. Stefano Bartoli
Forte del successo e dell’esperienza maturata nelle precedenti quattro edizioni, anche quest’anno l’AGD Umbria ha organizzato un Campo educativo residenziale rivolto a giovani con diabete in età adolescenziale e, come gli anni scorsi, si è scelto di abbinare l’esperienza educativa con un’attività che potesse risultare accattivante, divertente ed istruttiva.
L’Associazione ha proposto quest’anno una nuova formula, offrendo ai ragazzi la possibilità di effettuare un mini corso di vela. Presso il Club Velico di Castiglione del Lago, competenti istruttori FIV hanno dunque guidato i ragazzi fino all’autonomia nella conduzione di piccole derive da uno e cinque posti.
In una età in cui risultano centrali la consapevolezza e l’accettazione di sé, l’autonomia nell’autogestione, i ragazzi hanno vissuto un’esperienza vitale e rigorosa; rigore ed attenzione che, fondamentali per una corretta gestione del diabete, hanno trovato ampio spazio nell’acquisizione delle tecniche di vela. Notevoli e stimolanti sono infatti risultate le somiglianze ed i rimandi simbolici, tra la possibilità di mantenere una “rotta stabile” agendo sulla propria capacità di governare le vele ed il timone, e il saper mantenere livelli di glicemia il più possibile stabili nel corso della giornata, adattando di volta in volta l'alimentazione, l'esercizio fisico e le dosi di insulina corrette. Analogamente, altri importanti parallelismi possono essere rintracciati nella capacità di saper leggere i contesti ambientali, gestire le variabilità ambientali e sapersi muovere in gruppo.
Negli incontri con lo psicologo i ragazzi hanno avuto la possibilità di approfondire la consapevolezza dell’esperienza individuale e di gruppo che si andava svolgendo durante il corso di vela e le numerose analogie ed implicazioni rispetto alle diverse possibilità di avere cura di sé, di rapportarsi con i coetanei, di affrontare le proprie paure e perseguire i propri desideri, rispettando i propri bisogni.
La metodologia, ormai consolidata nel tempo, che comporta l’uso integrato di tecniche sia verbali che non verbali, ha permesso anche quest’anno di superare il caratteristico disagio degli adolescenti a parlare di sé con gli adulti, permettendo a tutta l’equipe di partecipare agli incontri ed arricchendo così la condivisione tra i ragazzi mediante il contemporaneo confronto con lo psicologo, i medici, la dietista e le infermiere.
In questo momento particolare dello sviluppo, in cui può essere più complesso valutare l’importanza ed il peso di scelte compatibili con la propria condizione, e frequenti sono le posizioni di rifiuto dei messaggi forniti dai consueti canali educativi quali la famiglia, la scuola, i controlli in day hospital; la condivisione con i coetanei in un ambiente di gruppo gioioso ed entusiasmante, ed il confronto e la discussione orientate da personale esperto e qualificato, sono risultati fattori efficaci nel centrare gli obbiettivi educativi, fornire una corretta informazione per gestire pienamente il diabete e superare quelle barriere psicologiche che possono ostacolare l’adattamento alle varie situazioni che mano a mano si presentano nel corso della vita, incrementando la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, che rappresentano la precondizione per un buon “autocontrollo del diabete".
All’iniziale senso di insicurezza nel rapporto con i coetanei e nella gestione autonoma della complessa serie di decisioni e di azioni che il diabete richiede ogni giorno, il campo scuola ha aggiunto la possibilità di sperimentarsi in un clima accogliente e stimolante, e l’esperienzadi riuscire a “mantenere stabile” una barca a vela, “guidandola nella direzione voluta”, “muovendosi con sicurezza e competenza all’interno di un gruppo di coetanei ed adulti”.
|